GIOVANNI FRENDA - Racconti del cuore
Abbiamo l’onore e il piacere di ospitare in questo numero, Giovanni Frenda autore del romanzo “Racconti di cuore”, un libro che ci ha entusiasmato ed emozionato.
Giovanni Frenda nasce nel 1965 a Bologna, dove vive tuttora in una casa di campagna con la sua compagna, un cane e due cocorite. Ha affiancato gli studi scientifici e la laurea in Economia e Commercio alla pratica delle arti marziali e allo studio delle filosofie e delle religioni orientali, è istruttore di judo e di difesa personale e per anni ha insegnato le arti marziali e la loro filosofia. Ha lavorato in vari campi nell’ambito commerciale, in particolare nel mondo della pubblicità. Ora lavora nel settore turistico e ama viaggiare con il corpo e con la fantasia. Grazie ai viaggi spesso trova spunti per i suoi racconti che ama scrivere di getto, quasi in stato ipnotico, lasciando che le parole si compongano da sole per dare vita a racconti sempre pieni di emozioni. Eccentrico e istrionico ha lavorato nelle radio private, come animatore e ora spesso presenta serate nei teatri e nelle feste paesane. Con le sue letture e i suoi viaggi è sempre alla ricerca di un mondo diverso, un mondo più vicino alla sua visione delle vita, un mondo positivo costruito attorno alle persone e non alle cose, un mondo attento alla realizzazione dei sogni di ognuno. Con le sue storie dipinge le emozioni di tutti utilizzando colori caldi, forti, tratti decisi e sfumature dolci dipinge i sogni, le malinconie, le paure e la sua gioia di vivere. Nel 2006 esce il libro “Racconti del cuore” edizioni Sovera multimediale, un piccolo libro di racconti, una raccolta di sottili dipinti dove realtà e sogni si mescolano, dove la fantasia prende corpo prende corpo attraverso le parole che escono direttamente dal cuore e parlano delle emozioni, dell’amore, della passione, dell’amicizia, dei sentimenti che fanno parte della nostra vita. Una piccola magia che fa scaturire le storie con prepotenza dalla penna dell’autore il quale dipinge i sogni, le delusioni, l’amore in modo originale tutto d’un fiato, senza filtri, riuscendo a toccare le corde profonde del cuore del lettore.
D: Buongiorno Giovanni, innanzi tutto grazie per aver accettato il nostro invito. La prima domanda che vorrei porle è: come è nata l’idea di questi racconti?
R: Ho iniziato a scrivere racconti prima di cimentarmi nella scrittura di un romanzo. Questi racconti non sono frutto di una idea, prendono forma da soli. Io amo pensare a parole che, come animate da una magia, prendono vita e si dispongono da sole, con ordine, per poi dare vita ad un racconto o ad un romanzo. Sono le parole stesse che sono vive e che vogliono raccontare qualcosa, io sono solo il tramite. Spesso mi capita di leggere una storia, un racconto e dire: “bello ma chi lo ha scritto?” e poi scoprire che lo avevo scritto io. Forse i nostri ospiti non capiranno e mi prenderanno per matto ma è cosi, forse un artista deve essere un po’ matto per uscire dagli schemi e creare qualcosa di diverso. Io inizio con una parola che mi ha colpito, spesso è una parola di una canzone che amo sentire mentre scrivo, e incomincio a scrivere. Scrivo senza seguire le regole che ci hanno insegnato a scuola e lentamente il racconto o il romanzo prende vita. E’ bello vedere che un dettaglio che avevi scritto e sembrava senza senso, si collega e acquista un senso nelle pagine successive di un romanzo. Io dico sempre che è una forma di magia, un dono. Lentamente ho incominciato ad accumulare tanti racconti, ne ho scritti veramente tanti, ne ho scelto, insieme alla casa editrice, un certo numero e cosi è nato il libro; l’ho chiamato “Racconti del cuore”. All’inizio era “racconti del mio cuore”, perchè questi racconti nascono dal mio cuore, ho cercato di esprimere con le parole i sentimenti che ogni persona prova, sentimenti normali, come l’amore, l’amicizia, la delusione, la paura, l’abbandono, la felicità. Il complimento più bello è stato quello di una ragazza che mi ha detto che si era emozionata, che era riuscita a provare le stesse emozioni che avevo provato io mentre scrivevo e che volevo trasmettere a chi lo avrebbe letto.
D: La prima pubblicazione su un tema così importante come l’amore, perchè?
R: In realtà non ho scelto io di parlare dell’amore, è lui che mi ha scelto per farsi raccontare. Forse il motivo è che l’amore è la cosa più importante nella nostra vita. Nel libro parlo sì di amore, ma di amore a 360 gradi, parlo di amore tra donna e uomo, ma anche di amicizia e quindi di amore tra due persone delle stesso sesso, tra amici, di amore tra gli uomini e gli animali, di amore per i nostri genitori, di amore in generale. La gente non lo dice ma le sofferenze più grandi, quelle che ci hanno fatto anche crescere, sono legate all’amore, alla felicità legata all’amore e anche quelle legate all’abbandono, alla perdita. Certo essere licenziati è grave e doloroso, ma molto di più è essere lasciati dalla propria compagna; anche iniziare un lavoro nuovo è bello e stimolante, ma molto di più conoscere ed innamorarsi di una ragazza, pensate all’emozione delle prime volte in cui si esce assieme oppure alla prima volta in cui si fa l’amore. Forse proprio in questo momento c’è bisogno di amore visto che stiamo diventando sempre più egoisti e sempre più menefreghisti e viviamo in una cultura dove molti pensano che l’amore si compri con i soldi e dove nessuno sa sacrificare se stesso per amore.E allora, alla luce di questo, che cosa c’è di più bello che parlare di amore, di cuore.
D: Il sogno è un elemento ricorrente del suo libro, ma secondo lei che cosa è il sogno?
R: Mi piace sognare sia durante la notte, sia nella vita, credo che i sogni siano parte della nostra vita, credo che sia importante sognare ed è importante lottare perchè nessuno ci rubi i nostri sogni, il sogno e la ricerca della realizzazione delle nostre aspirazioni e vivere precedentemente un obbiettivo che vogliamo realizzare. Per chi ama sognare, la vita è più bella perchè trova lo spazio per immaginarla come vorrebbe che fosse ed immaginare una vita diversa è già, se vogliamo, un po’ come modificarla. Dopo tutto, spesso è il sogno che ci da la maggiore soddisfazione, pensiamo a quando dobbiamo comprare un’auto nuova, incominciamo già a pensare a come sarà guidarla, alla soddisfazione che proveremo, alla soddisfazione nel farla vedere ai nostri amici e poi ci accorgiamo che spesso abbiamo avuto più piacere nell’immaginarla che nell’usarla tutti i giorni. E cosi è anche nell’amore, nella vita, nel lavoro ecc.. E’ bello realizzare un sogno, ma forse te lo godi di più prima di realizzarlo. La cosa più importante e non farsi rubare i sogni, ci sono tante persone che probabilmente non sono capaci di sognare, che amano rubare i sogni degli altri, non lasciamo che nessuno ci rubi i sogni e non lasciamo che nessuno ci dica che non ci riusciremo a realizzarli e continuiamo a sognare. Questo di essere insieme a voi è un sogno, sapete quanti mi hanno detto non ce la farai, lascia perdere, non troverai un editore e poi nessuno comprerà il tuo libro e poi e poi.
D:La sua penna molto semplice ricorda quella di un bambino, l’ingenuità e la freschezza di pensiero e nello stesso tempo quella nota di saggezza tipico di chi ha vissuto. In pratica, il bimbo dentro l’adulto. Quanto è importante nella nostra esistenza essere bambini?
R:Questa domanda mi piace molto perchè esprime appieno il mio modo di essere, non dobbiamo mai dimenticare che siamo stati bimbi, non dobbiamo dimenticare di saper giocare nella vita come i bimbi, non dobbiamo mai dimenticare di saper sognare come il bimbo che siamo stati. Forse l’unico momento in cui torniamo bambini è quando ci avviciniamo ad un bimbo piccolo. In realtà dovremmo sempre ricordarci che dentro di noi c’è un bimbo. Provate a guardare i bimbi, io guardavo qualche giorno fa alcuni bimbi ad un parco giochi, incominciano giocare immediatamente come se si conoscessero da sempre, anche quando non si conoscono, ridono tra di loro, si spingono, corrono, sono pieni di energia. Possibile, io mi chiedo, che se vado ad una festa tra adulti, dove non conosco nessuno, non ci si possa comportare come farebbe un bimbo che va ad una festa di bambini senza conoscere nessuno. Dopo poco i bimbi lì vedi chiacchierare, correre, scherzare, lì vedi come dicevo prima spingersi, avere un contatto fisico. Un bimbo quando ama lo fa senza inte resse, quando si cimenta in una nuova avventura lo fa buttandosi, ma anche ridendo di eventuali insuccessi e poi riprovandoci come se niente fosse accaduto. Non so perchè la vita ci faccia cambiare, i bimbi sorridono sempre, chiaramente parlo di bimbi normali, in una situazione socio-economica normale, mettiamo dieci bimbi attorno ad un tavolo per una riunione e mettiamo dieci adulti e vediamo cosa salta fuori. Vivere un pò con la spensieratezza del bimbo, nonprendendoci troppo sul serio, sia nelle vittorie, sia nelle sconfitte, provando di nuovo dopo le sconfitte, sorridendo aperti al mondo, agli altri, con la curiosità di un bimbo, forse questa è la ricetta per vivere la vita.
D: I suoi racconti sono pregni di amore. L’amore rubato, l’amore lecito, l’amore scomparso, l’amore rifiutato, l’amore inconsapevole…, l’amore e il sesso. Oggi secondo lei c’è più amore o più sesso?
R: Difficile dire se c’è più sesso o amore, mi piace pensare che ci sia più amore, forse spesso l’amore è dipinto con il cuore del sesso. Spesso nella nostra ricerca di amore, ci accontentiamo del sesso, siamo talmente alla ricerca di amore, di emozione, di sentimento, ma anche di attenzioni, di condivisione, che pur di averli, prendiamo il sesso come sostitutivo di tutto il resto. Spesso abbiamo paura di amare, mente un bimbo non ha mai paura di amare e rifiutiamo l’amore perchè l’amore è rischio, è un pò come giocare a carte, a poker, puoi stare a guardare gli altri che giocano e così non vincerai mai, oppure puoi giocare, puoi puntare poco e rischiare poco, o puntare forte, in questo caso puoi vincere molto o perdere molto. Noi ci siamo abituati a guardare gli altri che giocano, oppure a puntare poco, cosi ci facciamo poco male se perdiamo. E quindi sesso mantenendo i piedi ben piantati per terra. Pensate invece quando si è innamorati, pensate alle notti passate abbracciati, quelle notti in cui il tempo non ha più lo stesso valore, in cui il tempo si dilata, un minuto diventa un’ora, oppure un’ora diventa un secondo.
D: Lei ha detto: “spesso mi sento un pittore perchè mi piace dipingere un momento della vita, amo bloccare un sentimento, una emozione, usando tutti i colori di cui dispongo”. Qualisono i suoi colori?
R: Mi piace pensare che, per esprime una emozione si debba bloccarla dentro al cuore, come una foto. Mi avevano insegnato anni fa a pensare ad un momento corrispondente all’emozione che volevo provare, facciamo questo esercizio: pensate ad una emozione, pensate ad un momento della vostra vita che avete provato e poi fotografate questo momento, fate una foto a colori di quell’attimo, mettete nella foto anche il calore del sole, se c’è il sole, l’odore dei fiori se siete in un prato o il profumo della compagnia se siete con una persona e poi mettete questa foto dentro ad una piccola scatola, dentro al cuore. Quando io devo scrivere di una emozione vado a cercare la foto a cui corrisponde quell’emozione che voglio descrivere e poi incomincio a descriverla, potrei dipingerla perchè la vedo, la sento, vedo i colori, ma non sono capace di dipingere e allora utilizzo le parole come fossero colori e cerco con le parole di descrivere le sensazioni, le emozioni. Mi piace usare i colori forti, le linee decise, colori caldi e vivi, mi piace mettere insieme al colore, gli odori.
D: Quali sono i suoi progetti futuri di scrittore?
R: Ho finito da poco un romanzo che sto correggendo; è una storia d’amore molto bella, ma non potrei dire altrimenti, una storia complessa, molto emozionante. L’ho già letto tante volte per correggerlo e ancora oggi, mentre lo rileggo, provo emozioni forti, quelle che spero proveranno i lettori che vorranno leggerlo.
D: Bene siamo giunti al termine di questa magnifica intervista, vorrei ringraziarla nuovamente per essere stato nostro ospite ma, prima di concludere, vorrei strapparle una promessa. Saremmo lieti e onorati se, per l’uscita del nuovo romanzo, tornasse nostro ospite presentando il suo lavoro anche nel metamondo di Second Life, regalando qualche passo del romanzoin anteprima ai nostri lettori e magari inserendone anche una parte sul nostro sito web.
R: Certo che si, promesso! Ne sarò felice. Un saluto a tutti voi.
Giuseppe Covino