Archivio dicembre, 2008

Hub Creativo Milano Metropoli

Prosegue il progetto Hub Creativo, promosso da: Milano Metropoli, Provincia di Milano. Sostenuto da 2LIifeCast per CrossCreative.
La prima tappa, l’8 gennaio 2009 a è WDT-Planet (http://slurl.com/secondlife/WDT%20Planet/80/156/33) alle ore 22.00 CEST , una sim madre a cui si uniscono SaliMar, Vstex e DapRaf Creation, a formare un arcipelago di Isole comunicanti via mare, armoniche ed unite. Nate senza motivazioni commerciali o affaristiche, stanno diventando punto di aggregazione naturale e di scambio creativo ed artistico.

L’ospite che ci accoglie è Mila Tatham, progettista e builder. Con Rodroguez Imako ha fondato Solidea/ Builders in Second Life
In questo appuntamento raccoglieremo da ciascuno degli intervenuti delle proposte di disposizione generale degli spazi secondo le funzioni e secondo i suggerimenti raccolti dal blog.
Ricordiamo che la partecipazione è sempre aperta! seguite il calendario e la roadmap per sapere dove siamo e per intervenire.

Si è svolto lunedì 22 dicembre scorso il primo incontro con il progetto Hub Creativo. un momento interessante dove si sono messe le basi per i prossimi incontri. Il progetto è stato presentato ai builder in un dibattito che ha sollevato tante questioni, tutte molto importanti e stimolanti.

‘Progetta il tuo Hub Creativo’ non è un contest: va oltre le modalita’ del ‘concorso’ ( che vede premiata la creatività del builder migliore ) e si organizza per essere un vero e proprio ‘workshop’ il cui obiettivo e’ affrontare nuovi modi di collaborare in Second Life nel processo di progettazione di una architettura.

Nelle sessioni di questo laboratorio getteremo le basi di un metodo di progettazione partecipata, utilizzando il mondo digitale come ambiente per coinvolgere cittadino, pubbliche amministrazioni, enti e community nella condivisione dei processi di gestione del territorio, con l’esplicita intenzione di portare le attivita’ inworld a integrarsi nella economia di gestione RL. Second Life insomma che possa essere uno strumento per generare un ‘marketplace’ del progetto in cui le simulazioni dell’architettura sono ‘praticabili’, e ‘visitabili’ in tempo reale e dunque anche ‘acquistabili’ come soluzioni vincenti.

Ovviamente si tratta di un corso di sperimentazione!.. Sin da subito affrontiamo temi molto importanti: uno fra tutti il tema della governance di creativi e cittadini: che valore hanno le indicazioni e le proposte nel modificare le scelte di una amministrazione? Oppure anche il tema del ‘circuito’ Blog/Community + Second Life : è esso sufficiente per generare progetti consistenti?
Il progetto è ancora in itinere, benchè sia delineato il suo obbiettivo, la strada per raggiungerlo avrà molte variazioni.
Invitiamo tutti i builder, gli architetti e tutti i digital citizens dei mondi virtuali interessati alla ricerca di strumenti produttivi innovativi a partecipare: ci sarà sempre bisogno di voci e di esperienze nuove.

‘HUB CREATIVO’ e’ un Progetto promosso da Milano Metropoli agenzia del territorio (http://www.milanomet.it/), la Provincia di Milano, sostenuto da 2Iifecast per CrossCreative (http://www.crosscreative.org/gioco/memberlist.php).
In allegato qui (http://idisk.mac.com/sennett/Public/download/box.zip) trovi:
1 il documento del progetto con il calendario e la Roadmap
2 il documento delle specifiche delle destinazioni d’uso dell’hub e la relativa area
3 testo notecard per la prima tappa
4 i logo per l’allestimento.

Giuseppe Covino

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Concept car e Second Life

La realtà virtuale è da tempo parte integrante nello sviluppo dei prototipi automobilistici, basti pensare al fatto che la maggior parte dei difetti riscontrati nei nuovi modelli delle vetture della Formula 1 vengono individuati durante le simulazioni di gara realizzate in ambiente 3D.

Second Life non ha certo la piattaforma virtuale adatta a questo tipo di sviluppo, ma essendo una comunità ricca di creativi e designers non ci sarebbe da stupirsi se in un futuro molto prossimo lo sviluppo di alcune concept car partisse proprio dal metamondo di Second Life. Per chi non lo sapesse per “concept car” si intende un prototipo di autovettura, realizzato sulla base di un tema specifico, destinato a definire un nuovo concetto di utilizzo o un limite raggiungibile dalla tecnica nell’epoca in cui esso viene costruito, spesso senza tenere conto dei vincoli imposti dagli standard produttivi.

Normalmente i “concetti” in funzione dei quali vengono sviluppate le concept car sono di tipo funzionale, come la sicurezza, i consumi, l’ergonomia, l’aerodinamica o il tipo d’impiego ed esse vengono realizzate come prefiguratrici per nuovi modelli o per mostrare soluzioni di design o tecnologie avanzate che verranno adottate nella futura produzione della casa costruttrice.

Per questo motivo siamo stati al Motor Show di Bologna per valutare le nuove mode del momento e confrontarle con le idee provenienti dal metamondo di Second Life.

Giuseppe Covino

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GIOVANNI FRENDA – Racconti del cuore

Abbiamo l’onore e il piacere di ospitare in questo numero, Giovanni Frenda autore del romanzo “Racconti di cuore”, un libro che ci ha entusiasmato ed emozionato.

Giovanni Frenda nasce nel 1965 a Bologna, dove vive tuttora in una casa di campagna con la sua compagna, un cane e due cocorite. Ha affiancato gli studi scientifici e la laurea in Economia e Commercio alla pratica delle arti marziali e allo studio delle filosofie e delle religioni orientali, è istruttore di judo e di difesa personale e per anni ha insegnato le arti marziali e la loro filosofia. Ha lavorato in vari campi nell’ambito commerciale, in particolare nel mondo della pubblicità. Ora lavora nel settore turistico e ama viaggiare con il corpo e con la fantasia. Grazie ai viaggi spesso trova spunti per i suoi racconti che ama scrivere di getto, quasi in stato ipnotico, lasciando che le parole si compongano da sole per dare vita a racconti sempre pieni di emozioni. Eccentrico e istrionico ha lavorato nelle radio private, come animatore e ora spesso presenta serate nei teatri e nelle feste paesane. Con le sue letture e i suoi viaggi è sempre alla ricerca di un mondo diverso, un mondo più vicino alla sua visione delle vita, un mondo positivo costruito attorno alle persone e non alle cose, un mondo attento alla realizzazione dei sogni di ognuno. Con le sue storie dipinge le emozioni di tutti utilizzando colori caldi, forti, tratti decisi e sfumature dolci dipinge i sogni, le malinconie, le paure e la sua gioia di vivere. Nel 2006 esce il libro “Racconti del cuore” edizioni Sovera multimediale, un piccolo libro di racconti, una raccolta di sottili dipinti dove realtà e sogni si mescolano, dove la fantasia prende corpo prende corpo attraverso le parole che escono direttamente dal cuore e parlano delle emozioni, dell’amore, della passione, dell’amicizia, dei sentimenti che fanno parte della nostra vita. Una piccola magia che fa scaturire le storie con prepotenza dalla penna dell’autore il quale dipinge i sogni, le delusioni, l’amore in modo originale tutto d’un fiato, senza filtri, riuscendo a toccare le corde profonde del cuore del lettore.

D: Buongiorno Giovanni, innanzi tutto grazie per aver accettato il nostro invito. La prima domanda che vorrei porle è: come è nata l’idea di questi racconti?

R: Ho iniziato a scrivere racconti prima di cimentarmi nella scrittura di un romanzo. Questi racconti non sono frutto di una idea, prendono forma da soli. Io amo pensare a parole che, come animate da una magia, prendono vita e si dispongono da sole, con ordine, per poi dare vita ad un racconto o ad un romanzo. Sono le parole stesse che sono vive e che vogliono raccontare qualcosa, io sono solo il tramite. Spesso mi capita di leggere una storia, un racconto e dire: “bello ma chi lo ha scritto?” e poi scoprire che lo avevo scritto io. Forse i nostri ospiti non capiranno e mi prenderanno per matto ma è cosi, forse un artista deve essere un po’ matto per uscire dagli schemi e creare qualcosa di diverso. Io inizio con una parola che mi ha colpito, spesso è una parola di una canzone che amo sentire mentre scrivo, e incomincio a scrivere. Scrivo senza seguire le regole che ci hanno insegnato a scuola e lentamente il racconto o il romanzo prende vita. E’ bello vedere che un dettaglio che avevi scritto e sembrava senza senso, si collega e acquista un senso nelle pagine successive di un romanzo. Io dico sempre che è una forma di magia, un dono. Lentamente ho incominciato ad accumulare tanti racconti, ne ho scritti veramente tanti, ne ho scelto, insieme alla casa editrice, un certo numero e cosi è nato il libro; l’ho chiamato “Racconti del cuore”. All’inizio era “racconti del mio cuore”, perchè questi racconti nascono dal mio cuore, ho cercato di esprimere con le parole i sentimenti che ogni persona prova, sentimenti normali, come l’amore, l’amicizia, la delusione, la paura, l’abbandono, la felicità. Il complimento più bello è stato quello di una ragazza che mi ha detto che si era emozionata, che era riuscita a provare le stesse emozioni che avevo provato io mentre scrivevo e che volevo trasmettere a chi lo avrebbe letto.

D: La prima pubblicazione su un tema così importante come l’amore, perchè?

R: In realtà non ho scelto io di parlare dell’amore, è lui che mi ha scelto per farsi raccontare. Forse il motivo è che l’amore è la cosa più importante nella nostra vita. Nel libro parlo sì di amore, ma di amore a 360 gradi, parlo di amore tra donna e uomo, ma anche di amicizia e quindi di amore tra due persone delle stesso sesso, tra amici, di amore tra gli uomini e gli animali, di amore per i nostri genitori, di amore in generale. La gente non lo dice ma le sofferenze più grandi, quelle che ci hanno fatto anche crescere, sono legate all’amore, alla felicità legata all’amore e anche quelle legate all’abbandono, alla perdita. Certo essere licenziati è grave e doloroso, ma molto di più è essere lasciati dalla propria compagna; anche iniziare un lavoro nuovo è bello e stimolante, ma molto di più conoscere ed innamorarsi di una ragazza, pensate all’emozione delle prime volte in cui si esce assieme oppure alla prima volta in cui si fa l’amore. Forse proprio in questo momento c’è bisogno di amore visto che stiamo diventando sempre più egoisti e sempre più menefreghisti e viviamo in una cultura dove molti pensano che l’amore si compri con i soldi e dove nessuno sa sacrificare se stesso per amore.E allora, alla luce di questo, che cosa c’è di più bello che parlare di amore, di cuore.

D: Il sogno è un elemento ricorrente del suo libro, ma secondo lei che cosa è il sogno?

R: Mi piace sognare sia durante la notte, sia nella vita, credo che i sogni siano parte della nostra vita, credo che sia importante sognare ed è importante lottare perchè nessuno ci rubi i nostri sogni, il sogno e la ricerca della realizzazione delle nostre aspirazioni e vivere precedentemente un obbiettivo che vogliamo realizzare. Per chi ama sognare, la vita è più bella perchè trova lo spazio per immaginarla come vorrebbe che fosse ed immaginare una vita diversa è già, se vogliamo, un po’ come modificarla. Dopo tutto, spesso è il sogno che ci da la maggiore soddisfazione, pensiamo a quando dobbiamo comprare un’auto nuova, incominciamo già a pensare a come sarà guidarla, alla soddisfazione che proveremo, alla soddisfazione nel farla vedere ai nostri amici e poi ci accorgiamo che spesso abbiamo avuto più piacere nell’immaginarla che nell’usarla tutti i giorni. E cosi è anche nell’amore, nella vita, nel lavoro ecc.. E’ bello realizzare un sogno, ma forse te lo godi di più prima di realizzarlo. La cosa più importante e non farsi rubare i sogni, ci sono tante persone che probabilmente non sono capaci di sognare, che amano rubare i sogni degli altri, non lasciamo che nessuno ci rubi i sogni e non lasciamo che nessuno ci dica che non ci riusciremo a realizzarli e continuiamo a sognare. Questo di essere insieme a voi è un sogno, sapete quanti mi hanno detto non ce la farai, lascia perdere, non troverai un editore e poi nessuno comprerà il tuo libro e poi e poi.

D:La sua penna molto semplice ricorda quella di un bambino, l’ingenuità e la freschezza di pensiero e nello stesso tempo quella nota di saggezza tipico di chi ha vissuto. In pratica, il bimbo dentro l’adulto. Quanto è importante nella nostra esistenza essere bambini?

R:Questa domanda mi piace molto perchè esprime appieno il mio modo di essere, non dobbiamo mai dimenticare che siamo stati bimbi, non dobbiamo dimenticare di saper giocare nella vita come i bimbi, non dobbiamo mai dimenticare di saper sognare come il bimbo che siamo stati. Forse l’unico momento in cui torniamo bambini è quando ci avviciniamo ad un bimbo piccolo. In realtà dovremmo sempre ricordarci che dentro di noi c’è un bimbo. Provate a guardare i bimbi, io guardavo qualche giorno fa alcuni bimbi ad un parco giochi, incominciano giocare immediatamente come se si conoscessero da sempre, anche quando non si conoscono, ridono tra di loro, si spingono, corrono, sono pieni di energia. Possibile, io mi chiedo, che se vado ad una festa tra adulti, dove non conosco nessuno, non ci si possa comportare come farebbe un bimbo che va ad una festa di bambini senza conoscere nessuno. Dopo poco i bimbi lì vedi chiacchierare, correre, scherzare, lì vedi come dicevo prima spingersi, avere un contatto fisico. Un bimbo quando ama lo fa senza inte resse, quando si cimenta in una nuova avventura lo fa buttandosi, ma anche ridendo di eventuali insuccessi e poi riprovandoci come se niente fosse accaduto. Non so perchè la vita ci faccia cambiare, i bimbi sorridono sempre, chiaramente parlo di bimbi normali, in una situazione socio-economica normale, mettiamo dieci bimbi attorno ad un tavolo per una riunione e mettiamo dieci adulti e vediamo cosa salta fuori. Vivere un pò con la spensieratezza del bimbo, nonprendendoci troppo sul serio, sia nelle vittorie, sia nelle sconfitte, provando di nuovo dopo le sconfitte, sorridendo aperti al mondo, agli altri, con la curiosità di un bimbo, forse questa è la ricetta per vivere la vita.

D: I suoi racconti sono pregni di amore. L’amore rubato, l’amore lecito, l’amore scomparso, l’amore rifiutato, l’amore inconsapevole…, l’amore e il sesso. Oggi secondo lei c’è più amore o più sesso?

R: Difficile dire se c’è più sesso o amore, mi piace pensare che ci sia più amore, forse spesso l’amore è dipinto con il cuore del sesso. Spesso nella nostra ricerca di amore, ci accontentiamo del sesso, siamo talmente alla ricerca di amore, di emozione, di sentimento, ma anche di attenzioni, di condivisione, che pur di averli, prendiamo il sesso come sostitutivo di tutto il resto. Spesso abbiamo paura di amare, mente un bimbo non ha mai paura di amare e rifiutiamo l’amore perchè l’amore è rischio, è un pò come giocare a carte, a poker, puoi stare a guardare gli altri che giocano e così non vincerai mai, oppure puoi giocare, puoi puntare poco e rischiare poco, o puntare forte, in questo caso puoi vincere molto o perdere molto. Noi ci siamo abituati a guardare gli altri che giocano, oppure a puntare poco, cosi ci facciamo poco male se perdiamo. E quindi sesso mantenendo i piedi ben piantati per terra. Pensate invece quando si è innamorati, pensate alle notti passate abbracciati, quelle notti in cui il tempo non ha più lo stesso valore, in cui il tempo si dilata, un minuto diventa un’ora, oppure un’ora diventa un secondo.

D: Lei ha detto: “spesso mi sento un pittore perchè mi piace dipingere un momento della vita, amo bloccare un sentimento, una emozione, usando tutti i colori di cui dispongo”. Qualisono i suoi colori?

R: Mi piace pensare che, per esprime una emozione si debba bloccarla dentro al cuore, come una foto. Mi avevano insegnato anni fa a pensare ad un momento corrispondente all’emozione che volevo provare, facciamo questo esercizio: pensate ad una emozione, pensate ad un momento della vostra vita che avete provato e poi fotografate questo momento, fate una foto a colori di quell’attimo, mettete nella foto anche il calore del sole, se c’è il sole, l’odore dei fiori se siete in un prato o il profumo della compagnia se siete con una persona e poi mettete questa foto dentro ad una piccola scatola, dentro al cuore. Quando io devo scrivere di una emozione vado a cercare la foto a cui corrisponde quell’emozione che voglio descrivere e poi incomincio a descriverla, potrei dipingerla perchè la vedo, la sento, vedo i colori, ma non sono capace di dipingere e allora utilizzo le parole come fossero colori e cerco con le parole di descrivere le sensazioni, le emozioni. Mi piace usare i colori forti, le linee decise, colori caldi e vivi, mi piace mettere insieme al colore, gli odori.

D: Quali sono i suoi progetti futuri di scrittore?

R: Ho finito da poco un romanzo che sto correggendo; è una storia d’amore molto bella, ma non potrei dire altrimenti, una storia complessa, molto emozionante. L’ho già letto tante volte per correggerlo e ancora oggi, mentre lo rileggo, provo emozioni forti, quelle che spero proveranno i lettori che vorranno leggerlo.

D: Bene siamo giunti al termine di questa magnifica intervista, vorrei ringraziarla nuovamente per essere stato nostro ospite ma, prima di concludere, vorrei strapparle una promessa. Saremmo lieti e onorati se, per l’uscita del nuovo romanzo, tornasse nostro ospite presentando il suo lavoro anche nel metamondo di Second Life, regalando qualche passo del romanzoin anteprima ai nostri lettori e magari inserendone anche una parte sul nostro sito web.

R: Certo che si, promesso! Ne sarò felice. Un saluto a tutti voi.

Giuseppe Covino

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Marymoon – musicisti che si esibiscono in second life

Fino a qualche anno fa, prima della comunicazione internettiana, la musica che tutti noi ascoltavamo era selezionata e imposta sul mercato dalle cosiddette ‘major’, le grandi etichette discografiche.

L’avvento di servizi internet come myspace o altri social network similari ha facilitato non solo la possibilità per un artista di raccogliere consensi molto più ampi ma, soprattutto, ha dato a noi, semplici fruitori e appassionati della bella musica, di scoprire nuovi talenti e magari seguirli e sostenerli durante la loro scalata al successo.

Second Life, in qualità di contenitore musicale, ha ampliato di certo la possibilità, per molti artisti, di raggiungere un numero elevato di utenti, ma quello che ha riscosso un notevole successo tra i musicisti è che, grazie alla realtà virtuale, con spese molto contenute, si ha la facoltà di esibirsi live.

Questo aspetto è certamente il più interessante per noi utenti, in quanto si possono valutare davvero le capacità artistiche dei musicisti.

Nel valutare appunto le capacità artistiche dei musicisti che si esibiscono in second life, abbiamo avuto la possibilità di ascoltare ed apprezzare un gruppo su cui il nostro blog scommette per il futuro: i Marymoon.

Domanda: Diamo il benvenuto a Stefano De Maria e Federico Dagoli i due guitarist della band. Inizio con un classico, chi sono i Marymoon e come si sono formati?

MM: I Marymoon si formano nel 2004 a Fabriano (AN) dall’incontro di cinque musicisti locali con diverse precedenti esperienze musicali. Si ritrovano un sabato pomeriggio intorno al fuoco, non si dicono nulla in particolare e senza fare progetti, solo per il gusto di ritrovarsi a suonare, scrivono il loro primo album “Portraits of Innocents”.

Domanda: Quali sono le vostre principali influenze musicali?

MM: Ogni componente della band ha le sue preferenze musicali e le conseguenti influenze. Alcune sono comuni: nel sound della band sono rintracciabili richiami ai Radiohead, agli U2, ai Coldplay, a volte al sound di Seattle anni ‘90.

Domanda: Come nascono le composizioni della band?

MM: Nasce prima la musica, a volte idee di un singolo, altre volte idee sviluppate dalla band in sala prove; quasi contemporaneamente la melodia, per la maggior parte delle volte idee di Vittorio, il cantante; per ultimo il testo.

Domanda: Quali sono gli album al vostro attivo?

MM: Il nostro Album di debutto si intitola Portraits of Innocents (© 2008 Pressplay Records – http://www.press-play. it/) con 11 canzoni tutte con testi in inglese (da Taxi Driver a So Much Love, da All Over Again a Last Departure ecc.). Stilisticamente possiamo definirlo un rock romantico e melodico, con testi malinconici e di speranza. Per chi lo volesse acquistare, in internet con paypal o carta di credito a soli 5$ all’indirizzo: http://cdbaby.com/cd/marymoon oppure direttamente su Second Life a 2000L$ presso la nostra sede di Adrenaline Live Music http://slurl.com/secondlife/Itland Entertainment/ 198/223/25

Domanda: Ecco, Second Life appunto. Cosa pensate di questa vostra esperienza musicale nella realtà virtuale?

MM: Ci sorprende! E ci lusinga… é bello per quanto é strano assistere ad un proprio concerto senza dover neanche fare il sound-check! Ed é bello pensare che virtualmente in tutto il mondo la gente possa divertirsi ascoltando la nostra musica, parlarne, magari renderla una piccola parte della propria vita.

Domanda: I vostri progetti futuri della band in second life e nella vita reale?

MM: Ci interessa molto la prospettiva “dal vivo” di Second Life, ovvero la possibilità di fare concerti live dal nostro studio trasmessi sui server in tempo reale. Somiglia molto ad una diretta radiofonica, con in più la possibilità di poter interagire con il pubblico, che tra l’altro é curiosamente eterogeneo in quanto a provenienza rispetto a quello di un concerto “reale”. Di progetti nella vita reale se ne parlerà quando e se sarà il caso di farlo.

Domanda: Quali sono i vostri contatti e riferimenti?

MM: Su internet abbiamo due siti: http://www.marymoon.it e http://www.myspace.com/marymoonband quest’ultimo un pò più aggiornato con foto, video e anche i riferimenti ai nostri concerti su Second Life. Nel mondo virtuale di Second Life invece, se volete essere aggiornati sul nostro tour e sulle nostre news, potete iscrivervi al nostro gruppo “Adrenaline Live Music” con sede in Itland http://slurl.com/secondlife/Itland Entertainment/ 198/223/25 o contattare direttamente CarloDM Demme o Sdav007 Noel anche per prenotare qualche nostro concerto.

Domanda: Bene siamo giunti al termine di questa piacevole chiacchierata con i Marymoon, non vediamo l’ora di riascoltare la vostra performance live in second life. A presto e in bocca al lupo!

MM: Crepi! Ciao a tutti, vi aspettiamo inworld!

Giuseppe Covino

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Il commercio elettronico in Italia cresce ma meno che in Europa

E commerce

Punto Informatico ha pubblicato un’interessante analisi sullo stato del commercio elettronico in Italia, sulla base dell’indagine annuale dell’Osservatorio sull’eCommerce B2c del Politecnico di Milano, in cui si conferma la difficoltà che incontra lo shopping online nel nostro Paese, ma anche la bontà del lavoro fatto dai soggetti che operano in questo settore ancora di nicchia.

Negli Stati Uniti il fatturato del settore è stimato in 270 miliardi di dollari nel 2008, mentre nell’Unione Europea, sarà di 170 miliardi di Euro. Per quanto riguarda l’Italia, secondo le stime dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, nell’anno in corso la cifra del fatturato sarà di soli 6 miliardi di Euro. Si tratta di un dato modesto, che è pari ad 1/3 di quello francese, 1/5 di quello tedesco, 1/10 di quello britannico.

Se si pensa poi che le transazioni online sono solo l’1% del fatturato commerciale complessivo italiano, quando in Europa l’e-commerce ha un’incidenza media sul totale del 10% circa (anche se i dati non sono prodotti dalla stessa fonte), il quadro che ne esce è quello di un Paese molto arretrato.

A dare un po’ di ottimismo per il futuro del commercio elettronico in Italia è l’aumento costante dei volumi di vendita con tassi di crescita annua sempre superiori al 20% da 7-8 anni a questa parte. Si tratta di capire se il ritardo verrà colmato, o se la crescita sarà anche del resto dei paesi europei, con l’Italia sempre ad arrancare.

Venendo all’analisi dei soggetti che operano nel settore in Italia, si possono fare alcune distinzioni. La prima, fra alcuni grandi soggetti che fanno il grosso del fatturato (circa il 75%), e un pulviscolo di “player” medio-piccoli che occupano nicchie di mercato, le più varie come settori merceologici. La seconda, fra soggeti nati e cresciuti in rete, e aziende consolidate che hanno aperto negozi online per differenziare i canali di vendita.

Da notare è l’assenza di molte grandi catene della distribuzione. In alcuni settori merceologici, nota Punto Informatico, addirittura, i marchi tradizionali sono assenti o rappresentati online da una sola realtà: nel comparto alimentare, ad esempio, c’è solo Esselunga, nel settore librario Feltrinelli, nel settore elettrodomestici Media World è l’unico e-commerce degno di questo nome.

Il settore più sviluppato è quello turistico, che vale 3,4 miliardi di Euro, pari al 56% del totale nazionale, seguito da elettronica di consumo (9%) e assicurazioni (7%). Da notare che il 70% del fatturato si produce attraverso la vendita di servizi, e solo il 30% attraverso quella dei beni fisici. Nella Top20 italiana ci sono solo due aziende attive nel ramo prodotti (Yoox, ed eBay). All’estero invece la proporzione si ribalta, 30%-70% .

Dall’analisi emerge che il commercio elettronico in Italia sconta ancora la partenza molto rallentata nell’adozione di Internet negli scorsi anni, ma anche limiti strutturali. I limiti dei servizi di spedizione, ad esempio, sono un forte ostacolo, così come la scarsa diffusione della banda larga.

Ma i problemi principali sono culturali, addirittura antropologici. Gli italiani siamo diversi in quanto a comportamento d’acquisto, più portati alla relazione personale, e sono diffidenti verso le carte di credito ( in Italia il 90% delle transazioni totali al consumo sono ancora in contanti). Ma non solo i consumatori, anche i produttori e i distributori hanno una mentalità anti-commercio elettronico. Punto Informatico cita in proposito il parere di Fabio Pieroni di Media World:

“Solo di recente sono scesi in campo, accanto a noi, altri operatori della distribuzione moderna e comunque in generale sono ancora assenti i nomi importanti della grande distribuzione food che tanto avrebbero potuto contribuire a rendere questo mezzo più di “massa” […] Le insegne più conosciute, quelle che più facilmente potrebbero vincere la fiducia dei consumatori, non vanno online, o ci vanno in modo molto timido. Con conseguenze negative per sé e per tutto il comparto, peraltro, giacché la presenza di marchi familiari potrebbe attirare online una parte dei consumatori che fino ad oggi non si sono fidati.”

Vari fattori si sommano: ritardo culturale vero e proprio da parte del management, volontà di mantenere un controllo più diretto sulla filiera che porta all’acquisto finale, sino alle esigenze degli altri intermediari classici, distributori e grossisti, che vivono mediando le relazioni tra produttori e negozi. Ci sono aziende che chiedono espressamente di non veder pubblicati i dati sulle loro vendite online, per non creare dissapori con i gestori dei negozi fisici.

In conclusione, secondo l’analisi di Punto Informatico, l’e-commerce italiano è un universo a due facce: da una parte un’avanguardia di organizzazioni dinamiche e più o meno innovative, capaci di alimentare una crescita sostenuta e contribuire positivamente allo sviluppo complessivo del paese. Dall’altra una maggioranza silenziosa e pressoché immobile, che continua a guardare internet con diffidenza e da lontano.

Giuseppe Covino

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