Aziende e web: si passa da comunicazione a dialogo

Oggi ho letto un’articolo che mi colpito molto perchè da un lato dicevo quello che sostengo da tanti anni forse troppi, ma a dirlo non era un “adetto” ai lavori ma il Responsabile relazioni esterne di Enel!
L’articolo apre sul fatto che nonostante la crisi sia ormai certificata, la pubblicità in rete cresce a livello globale e anche in Italia dove tuttavia non sono state comprese le reali potenzialità.
Poi tovo questa frase: «La ragione è duplice – spiega Gianluca Comin, direttore relazioni esterne di Enel -: chi dirige un’azienda è troppo vecchio per capire le novità, mentre chi è appena arrivato ai vertici non vuole rischiare. E il mondo del digitale implica rischi importanti»
E’ VERO!
E lo condivido talmente che la prima cosa che ho fatto e di collegarmi a Facebook, cercare il suo profilo, e porgergli le mie congratulazioni per quella frase e per il fatto che fosse stato in grado di rendere pubblico un concetto che tutti sanno ma pochi dicono.
La rete ha già cambiato il mondo da un punto di vista di relazioni, di commercio che di informazione, ma in Italia si va coi piedi di piombo o quasi e nessuno vuole rischiare veramente tutti cercano la transizione senza capire che la transizione non c’è è troppo veloce la rete per permettere la transizione o ci credi e ci investi o stai fuori.
Procedo nella lettura e trovo un altro passaggio significante:
«Bisogna giocare in anticipo, capire il consumatore. – suggerisce Comin – Quando Enel, per esempio, ha deciso di puntare sul nucleare, abbiamo innanzitutto lavorato per evidenziare le reali paure delle persone al riguardo. Il passaggio successivo sarà dare le risposte e le informazione giuste, per far loro accettare la scelta. Per raggiungere questo obiettivo non ha senso affidarsi a mezzi tradizionali: bisogna necessariamente scegliere la rete».
Queste a mio avviso sono le persone che possono e devono spingere “il cambiamento” perchè hanno posizioni importanti e possono convincere altre aziende che l’investimento in tal senso sia non solo utile ma ormai necessario. Se pensate che nel febbraio 2007 Sulzberger editore del New York Times dichiarava che nel 2012 probabilmente non avrebbero stampato più il giornale fisicamente considerato i trend di crescita dell’on line e quelli di calo del cartaceo.
Forse ci voleva proprio la crisi, chissà che anche chi è ben piantato debba rischiare un pò!
Giuseppe Covino