Archivio novembre, 2008

Webmarketing politico un successo

Page rank
Si è scritto molto, della capacità di Obama di presidiare la rete meglio di quanto non abbia fatto il suo rivale McCain, e di come questo abbia avuto un verosimile effetto nel successo della campagna del futuro presidente degli Stati Uniti d’America.

In particolare, è stata giustamente sottolineata l’importanza della presenza di Obama nei social network, dalle più famose community sino al proprio SN, my.barackobama.com. Più in generale, l’intensa attività in rete si è riverberata in un’enorme link popularity, concetto che esprime la quantità e la qualità della popolarità di un sito attraverso i link ricevuti da altri siti, e che Google esprime nel suo PageRank, valore alla base del suo impareggiabile algoritmo di ranking.

Probabilmente, il segreto della vittoria in rete di Obama, non è stata tanto l’intensità della presenza online quanto la capacità di mobilitarsi per tempo. Secondo il sito Nowpublic, a pochi giorni dal 4 novembre il sito di McCain seguiva quello di Obama di 2 punti, con un PR6 contro PR8 del rivale. Si sa che i dati del PR non sono mai aggiornati, e verosimilmente quel dato si riferiva ad una misurazione precedente, visto che attualmente McCain risulta avere raggiunto il PR8 di Obama, sia pure tardivamente.

Chi mastica l’algoritmo di Google sa che un valore di PR di 8 è altissimo. Per rendere l’idea, il PR8 dei siti di e McCain supera il PR7 dei siti del Partito Repubblicano o del Partito Democratico americani, o della stessa candidata alle primarie Hillary Clinton, attestandosi su un valore di un punto sotto al PR9 del sito della Casa Bianca. Per fare un raffronto con l’Italia, possiamo notare come i siti del PDL o del PD raggiungano solo un PR6, anche se va detto che i siti americani raccolgono spesso link popularity dall’estero, cosa che avviene in misura molto minore per i nostrani.

Sarà ora interessante vedere se dopo le elezioni Obama arriverà al PR9… Chi vuole potrà verificarlo scaricando la Toolbar di Google o con uno dei molti appositi tool in rete.

Giuseppe Covino

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UGO VITTORI E LE AFFINITA’ CON GLI INDIANI D’AMERICA

Cosa avrà in comune il popolo degli Indiani d’America con Eagle Keeper Service Group, nota agenzia investigativa bolognese?
VITTORI UGO

Ce ne parla Ugo Vittori, Direzione Investigativa e uno dei soci fondatori di Eagle Keeper Service Group. E lo fa prendendo spunto da un’immagine, che raffigura un indiano in tenuta da caccia sopra ad una roccia.
Sono molto legato a quest’immagine, per me ha un significato particolare. In questa immagine sono racchiusi i valori e i sentimenti con cui è stata fondata l’agenzia. Fondamentalmente mi sento legato al popolo degli Indiani, la cui cultura, saggezza e legame con gli elementi principali della natura arricchiscono ogni momento della mia vita lavorativa e non.
Questa immagine significa “con tenacia, solo contro tutti… l’ultimo dei guerrieri che combatte in solitudine, in silenzio fra le asperità della vita quotidiana”.
E questo ci porta a pensare immediatamente al presente, alla storia delle lotte degli indiani per la loro sopravvivenza e la loro gentile tenacia, un esempio che ci chiama direttamente in causa.
Riprendendo una citazione di Tatanka I’yotanka (Toro Seduto), che dice: “Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete. Il guerriero non é chi combatte,perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro. Il guerriero per noi é chi sacrifica se stesso per il bene degli altri. E’ suo compito occuparsi degli anziani,degli indifesi, di chi non può provvedere a se stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell’umanità.”, non solo mi rispecchio nelle sue parole, ma ne vedo grande attinenza con la nostra quotidianità.
Dobbiamo rivedere le nostre priorità. Dobbiamo salvaguardare i valori veri della nostra cultura, che sono i valori positivi e costruttivi del dialogo, della partecipazione, della perseveranza, della ingegnosità, dell’accoglienza e dell’apertura alle altre culture. Le loro virtù secondo i loro comandamenti: Coraggio, Forza d’animo, Generosità, Altruismo, Pazienza, Tolleranza, Umiltà, Saggezza sono parte di me, di noi.
Questo è lo spirito con cui opera quotidianamente Eagle Keeper Service Group e i valori in cui si rispecchiano tutti coloro che lavorano per Eagle Keeper, e io per primo.”

Giuseppe Covino

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Aziende e web: si passa da comunicazione a dialogo

web
Oggi ho letto un’articolo che mi colpito molto perchè da un lato dicevo quello che sostengo da tanti anni forse troppi, ma a dirlo non era un “adetto” ai lavori ma il Responsabile relazioni esterne di Enel!
L’articolo apre sul fatto che nonostante la crisi sia ormai certificata, la pubblicità in rete cresce a livello globale e anche in Italia dove tuttavia non sono state comprese le reali potenzialità.
Poi tovo questa frase: «La ragione è duplice – spiega Gianluca Comin, direttore relazioni esterne di Enel -: chi dirige un’azienda è troppo vecchio per capire le novità, mentre chi è appena arrivato ai vertici non vuole rischiare. E il mondo del digitale implica rischi importanti»
E’ VERO!
E lo condivido talmente che la prima cosa che ho fatto e di collegarmi a Facebook, cercare il suo profilo, e porgergli le mie congratulazioni per quella frase e per il fatto che fosse stato in grado di rendere pubblico un concetto che tutti sanno ma pochi dicono.
La rete ha già cambiato il mondo da un punto di vista di relazioni, di commercio che di informazione, ma in Italia si va coi piedi di piombo o quasi e nessuno vuole rischiare veramente tutti cercano la transizione senza capire che la transizione non c’è è troppo veloce la rete per permettere la transizione o ci credi e ci investi o stai fuori.
Procedo nella lettura e trovo un altro passaggio significante:
«Bisogna giocare in anticipo, capire il consumatore. – suggerisce Comin – Quando Enel, per esempio, ha deciso di puntare sul nucleare, abbiamo innanzitutto lavorato per evidenziare le reali paure delle persone al riguardo. Il passaggio successivo sarà dare le risposte e le informazione giuste, per far loro accettare la scelta. Per raggiungere questo obiettivo non ha senso affidarsi a mezzi tradizionali: bisogna necessariamente scegliere la rete».
Queste a mio avviso sono le persone che possono e devono spingere “il cambiamento” perchè hanno posizioni importanti e possono convincere altre aziende che l’investimento in tal senso sia non solo utile ma ormai necessario. Se pensate che nel febbraio 2007 Sulzberger editore del New York Times dichiarava che nel 2012 probabilmente non avrebbero stampato più il giornale fisicamente considerato i trend di crescita dell’on line e quelli di calo del cartaceo.

Forse ci voleva proprio la crisi, chissà che anche chi è ben piantato debba rischiare un pò!

Giuseppe Covino

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