Pena Capitale per il sito della BMW


Risale a quattro giorni fa la notizia dell’esclusione del sito BMW.de dall’indicizzazione del motore di ricerca più potente al mondo. Google avrebbe infatti escluso il sito perché reo di pratiche ingannevoli.
A stupire non è tanto l’esclusione del sito (questa è una pratica che Google applica a chiunque violi le sue norme), quanto il fatto che l’importante casa automobilistica abbia ” giocato sporco”.
Il sito tedesco della BMW avrebbe infatti violato le linee guida del motore di ricerca fornendo diversi contenuti al motore, rispetto a quelli fornito a chi accedeva al sito tramite browser. Inoltre il sito, per migliorare la propria popolarità e far crescere il proprio livello di ranking, avrebbe caricato delle pagine invisibili, piene di parole chiave, invisibili agli occhi degli utenti, ma riconoscibili dallo spider di Google, che trovava la pagina più volte e la indicizzava ai primi posti.
Conseguenze del comportamento ingannevole sono state l’immediata declassificazione del sito a Page Rank pari a 0 e quindi l’estromissione dal sistema di indicizzazione.
La BMW, che nei primi giorni ha taciuto sulla vicenda, sembrerebbe ora aver inoltrato una richiesta di re-inclusione negli indici e aver messo al lavoro i suoi web-master, al fine di poter rientrare nel giro di risultati più popolari al mondo